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Il Parco dell'Etna PDF Drucken E-Mail

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L’Etna con i suoi 135 Km di perimetro e 3350 mt di altezza è il vulcano attivo più grande d’Europa ed è il risultato di eventi geologici succedutisi nel corso di decine di migliaia di anni. L’inizio di questo processo risale al Pleistocene medio-inferiore (570.000-600.000 anni fa) e ha luogo in mare.

Il Parco dell’Etna
è stato istituito nel 1987 e conta 58.095 ha. E’ diviso in una zona parco A di 19.000 ha quasi tutti di proprietà pubblica senza insediamenti umani. Si tratta degli spazi vergini in cui la flora e la fauna sono i protagonisti. La vegetazione è molto diversificata secondo l’altitudine. Andando dalle basse quote verso le alte possiamo trovare: vigneti, noccioleti e pistacchieti, boschi di querce, castagni e pometi. Fino ai 2000 troviamo il faggio e la betulla. Al di sopra dei 2500 la vegetazione va rarefacendosi in quanto pochi elementi riescono a sopravvivere sulle parti sommitali del vulcano. Troviamo il cosiddetto spino santo che non è altro che l’astragalo. Sopra i 3000 metri si stende il deserto vulcanico caratterizzato da paesaggi lunari ed unici.
La fauna è molto ricca, si trovano ancora l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio, la lepre, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino . Si nota anche la presenza dei rapaci che hanno a disposizione ampi spazi: lo sparviero, la poiana, il falco pellegrino e l’aquila reale.

La zona B di 26.000 ha è formata da piccoli poderi privati in cui spiccano ancora antichi casali, palmenti. La sapiente opera dei contadini è visibile attraverso le vigne, i terrazzamenti e i muretti a secco che denotano una secolare dedizione all’agricoltura. Il Parco in questa zona vuole incoraggiare gli agricoltori a non abbandonare la terra ed a mantenere vive le tradizioni.

Esiste, inoltre, una zona di pre-parco di 14.000 ha dove, previa autorizzazione, si possono sviluppare insediamenti turistici nel rispetto dell’ambiente e del parco.

 

 
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